Tassi, mutui e credito

Indagine BCE di agosto 2026: salgono le aspettative d’inflazione, stabili i mutui attesi al 4,9%

Il fatto nuovo più rilevante dell’indagine BCE pubblicata il 18 settembre 2026 è l’aumento delle aspettative mediane d’inflazione su tutti gli orizzonti considerati: al 3,0% nei prossimi 12 mesi, al 2,9% fra tre anni e al 2,5% fra cinque anni. Le aspettative sui tassi dei mutui a 12 mesi sono invece rimaste stabili al 4,9%, così come quelle sull’aumento dei prezzi delle abitazioni, al 3,4%.

ERAPress · Pubblicato il 21 settembre 2026

La BCE ha pubblicato il 18 settembre 2026 i risultati dell’indagine Consumer Expectations Survey relativa alla rilevazione svolta dal 6 al 24 agosto. Il cambiamento principale rispetto a luglio riguarda l’inflazione attesa: la mediana è salita dal 2,9% al 3,0% sui 12 mesi, dal 2,7% al 2,9% sui tre anni e dal 2,4% al 2,5% sui cinque anni. La percezione dell’inflazione registrata nei 12 mesi precedenti è rimasta invece invariata al 3,5%.\n\nPer chi sta valutando un finanziamento casa, il dato più diretto è la stabilità delle aspettative sui tassi dei mutui: la mediana attesa fra 12 mesi è rimasta al 4,9%, invariata rispetto a luglio. La stessa stabilità riguarda l’aumento atteso dei prezzi delle abitazioni nei prossimi 12 mesi, indicato al 3,4%. Il dato descrive le aspettative dei consumatori e non costituisce una previsione vincolante dei tassi praticati dalle banche.\n\nL’indagine segnala differenze tra i gruppi di reddito. Le famiglie nel quintile di reddito più basso si attendono, in media, un tasso sui mutui del 5,7% tra 12 mesi, contro il 4,4% previsto dal quintile più alto. Per i prezzi delle case, le attese sono rispettivamente del 4,0% e del 3,2%. Anche le percezioni e le aspettative d’inflazione risultano mediamente più elevate tra i rispondenti con redditi più bassi.\n\nSul bilancio familiare, la crescita nominale del reddito attesa nei prossimi 12 mesi è rimasta all’1,0%, mentre quella della spesa nominale attesa è stabile al 3,6%. La spesa nominale percepita nei 12 mesi precedenti è però aumentata dal 5,1% al 5,2%. Le aspettative sulla crescita economica sono rimaste a -1,2%, mentre il tasso di disoccupazione atteso fra 12 mesi è sceso dall’11,2% all’11,0%. La percentuale netta di famiglie che ha segnalato un irrigidimento dell’accesso al credito nei 12 mesi precedenti è diminuita rispetto a luglio. È diminuita anche la percentuale netta di famiglie che prevede condizioni di credito più rigide nei prossimi 12 mesi. La BCE precisa che i risultati provengono da un sondaggio online condotto su circa 19.000 adulti in 11 Paesi dell’area euro e non rappresentano necessariamente le opinioni degli organi decisionali o del personale della banca centrale.

Cosa significa in pratica

Cosa significa in pratica

Chi sta valutando un mutuo non trova nell’indagine una previsione certa sui tassi applicati dalle banche: il 4,9% è la mediana delle aspettative dei consumatori sui tassi dei mutui fra 12 mesi. Il dato è rimasto invariato rispetto a luglio, mentre le attese d’inflazione sono aumentate. Prima di decidere è utile confrontare il TAEG e le condizioni effettive delle offerte disponibili, verificare la sostenibilità della rata sul reddito familiare e considerare che l’indagine non sostituisce un preventivo né una valutazione individuale del merito creditizio.

Fonte originale: Banca Centrale Europea. Contenuto informativo generale, non consulenza personalizzata.